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The Times
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mwcgmwcwThe Times è un mwdaquotidiano mwdqbritannico che ha sede a mwdgLondra.

Fu il primo a chiamarsi mweaTimes, pertanto non va confuso con i molti altri giornali del mondo che hanno un nome simile, ad esempio il mweqmwegNew York Times, il mwewmwfaLos Angeles Times, il mwfqTimes of India, lmwfg'mwfwmwgaIrish Times, il mwgqmwggFinancial Times ed il mwgwsettimanale d'attualità mwhamwhqTime. Una caratteristica del giornale è stato il celeberrimo mwhgcarattere tipografico mwhwTimes New Roman, usato dal 1932 ma sostituito diverse volte a partire dal 1972 per approdare nel 2006 al mwiaTimes Modern. La testata si distingue dalle altre poiché riporta in prima pagina lo mwiqStemma Reale del Regno Unito al centro del nome.

Assieme all'edizione domenicale, mwiwmwjaThe Sunday Times, il mwjqTimes è pubblicato dalla Times Newspapers Limited, controllata da News International società del gruppo mwjgNews Corp di proprietà dell'australiano mwjwRupert Murdoch. Il quotidiano si colloca nell'area moderata, vicina al mwkaPartito Conservatore. Ciò non gli ha impedito di dare il suo sostegno nel 2001 e nel 2005 al mwkqPartito Laburista di mwkgTony Blair alle elezioni politiche. Ad oggi è l'unico quotidiano britannico che riporta la sezione mwkwCourt Circular in cui vengono annunciati i programmi istituzionali quotidiani del mwlasovrano, dei membri della mwlqFamiglia Reale e della mwlgCorte di San Giacomo.

Il 26 novembre 2003, imitando il concorrente mwmamwmqIndependent, il mwmgTimes è uscito per la prima volta in due formati: il tradizionale "nove colonne" (74,9×59,7mwmw cm, mwnamwnqbroadsheet in inglese) e il mwngmwnwtabloid, il formato della stampa mwoapopular. Dopo quasi un anno di prova le vendite sono salite da 560.000 a 660.000; l'editore ha deciso di passare definitivamente al tabloid: una svolta storica per la stampa inglese. L'allora direttore Robert Thomson, nell'editoriale del 30 ottobre 2004 annunciava ai lettori il passaggio al nuovo formato. Dal 6 giugno 2006 il quotidiano ha anche un'edizione negli mwogStati Uniti. Nel febbraio 2013 il mwowTimes ha avuto una tiratura media di circa 393.000 copie al giorno. Il 27 agosto 2016 è stato raggiunto il traguardo dei 72.000 numeri pubblicati.

Contents

Storia
Eventi
Note

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Storia

Dalla fondazione al 1900

Nel 1784 l'uomo d'affari mwswlondinese mwtaJohn Walter fondò «The Daily Universal Register». Pubblicato a partire dal 1º gennaio 1785, si trattava di un bollettino di mwtqannunci pubblicitaricite-ref-1[1]. Raggiunto un soddisfacente equilibrio finanziario, tre anni dopo Walter trasformò il bollettino in quotidiano d'informazione cambiando il nome in «The Times» (1788). L'idea di Walter era di fare un giornale indipendente e rivolto al pubblico generalizzato, senza una mwugclasse sociale di riferimento. Stampato in 1600 copie, veniva venduto a 3 mwuwpence. Una particolarità del «Times» dell'epoca era la mancanza di una vera e propria mwvaprima pagina con le notizie più importanti del giorno, sostituita da una pagina contenente annunci di carattere economico o sociale (nascite, morti, matrimoni). Altro elemento caratteristico era la mancanza di firme in calce agli mwvqarticoli pubblicati.

La mwvwRivoluzione francese, iniziata nel 1789, permise al «Times» di fare un salto di qualità. Walter mandò un cronista a mwwaParigi affinché descrivesse gli avvenimenti direttamente sul luogo in cui si svolgevano. Le tempestive notizie permisero al quotidiano di quasi triplicare la sua tiratura, arrivando a circa 4200 copie. La rapidità nel riportare i grandi fatti dell'mwwqEuropa continentale diede al giornale un'improvvisa notorietà.

I Walter furono allo stesso tempo direttori, proprietari e stampatori del quotidiano. Nel 1803 John Walter II successe al padre. Il miglioramento della tecnologia di mwwwstampa risultò decisivo per il consolidamento del giornale. A quel tempo, per stampare le 3-4.000 copie di mwxatiratura occorrevano parecchie ore. Il lavoro era eseguito interamente a mano. Nel 1811 un tedesco, Friedrich König, brevettò in Sassonia una macchina automatica a vapore. Tre anni dopo Walter chiamò l'inventore a mwxqLondra affidandogli la costruzione di una pressa piano-cilindrica a vapore per il «Times». König e il suo assistente, Andreas Bauer, lavorarono diversi mesi. La notte tra il 28 e il 29 novembre 1814 uscì il primo numero del «Times» stampato con il nuovo macchinario. Nell'occasione venne adottato anche un nuovo mwxgcarattere tipografico. Con la nuova tecnologia, Walter poté decuplicare il numero di copie stampate.

John Walter II fu il primo a creare una mwyaredazione: a) composta interamente da giornalisti; b) che lavoravano a tempo pieno (quindi in esclusiva) per il giornale. Tale struttura verrà poi imitata da tutti i giornali britannici. Nel 1817 Walter lasciò la direzione a Thomas Barnes. Nacque così la figura del direttore moderno, un giornalista autonomo dall'editore e capo unico della redazione.cite-ref-2[2] Un'altra innovazione di John Walter II fu quella di assumere, per la sezione politica, giornalisti di diversi orientamenti, in modo che il «Times» non apparisse mai allineato al governo.cite-ref-3[3] Merito del quotidiano londinese fu anche quello di aver pubblicato le prime corrispondenze dall'estero ed i primi mwaqreportage di guerra, come quelli di mwawWilliam Howard Russell durante la mwbaGuerra di Crimea (1853-56). Dal 1847 il Times fu stampato con la pressa rotativa, inventata da mwbqAugustus Applegath espressamente per il quotidiano londinese.cite-ref-4[4]

Nel 1860 il direttore dell'epoca, John Walter III, introdusse per la prima volta fra i quotidiani inglesi la mwcwrotativa mwdaWalther, che permetteva la stampa di 60.000 copie al giorno. Walter III diffuse in tutta la stampa inglese l'uso della mwdqstereotipia e dei cilindri. Nella seconda metà del secolo la capacità di stampa aumentò enormemente, passando da 12.000 a 120.000 copie l'ora. Nel 1890, giornale londinese sfiorò una tiratura di 300.000 copie giornaliere. Il prezzo di copertina fu ridotto: se nel 1855 una copia costava 4 pence, scese a 3 pence dal 1º ottobre 1861cite-ref-5[5], mentre gli altri giornali erano venduti a 1 penny o 1 mezzo penny. Nel 1899 entrarono in uso le macchine per colata Wicks, che erano in grado di produrre un nuovo mwegtipo di carattere al giornocite-ref-6[6].

Il più celebre mwgascoop del «Times» in tutta la seconda metà dell'Ottocento fu la pubblicazione del Trattato di Berlino nel giorno stesso in cui venne firmato.cite-ref-7[7]

Il XX secolo

Il Times fu di proprietà della famiglia Walter dalla fondazione fino alla quarta generazione. Nel 1907 Arthur Fraser Walter (Walter IV) creò una mwhwsocietà a responsabilità limitata. Ad acquistare la quota di maggioranza fu Alfred Harmsworth, il proprietario del concorrente mwiamwiqDaily Mail.

Date storiche

• 1785: mwjqJohn Walter fonda il mwjgLondon Daily Universal Register
• 1788: il mwkaRegister cambia nome in mwkqThe Times. La sede del giornale non è in mwkgFleet Street, ma in piazza Printing House.;
• 1806: apparizione delle prime illustrazioni;
• 1814: è il primo giornale ad essere stampato con l'ausilio del motore a vapore. Le macchine Koenig sono in grado di stampare 1100 fogli l'ora;
• 1908: lord Northcliffe acquista il giornale;
• dal 1922 al 1966: comprato dapprima da Major Astor, poi da Roy Thomson;
• 1978: le pubblicazioni sono sospese dall'editore, mwmgThomson Organisation, a causa della vertenza sindacale aperta dai poligrafici in vista del passaggio dalla mwmwfotocomposizione al computer.
• 13 novembre 1979: riapre dopo 50 settimane. Il numero del rilancio viene stampato in 500.000 copie;
• 1981: il magnate australiano mwngRupert Murdoch acquista il quotidiano.
• 1986: in una sola notte 5000 persone vengono trasferite da Fleet Street (la storica via della stampa inglese) fuori Londra. Murdoch ingaggia un'aspra battaglia con poligrafici e giornalisti, prevalendo dopo sette mesi.

Eventi

Il mwogTimes, con il mwowBritish Film Institute, sponsorizza il mwpamwpqLondon Film Festival (o meglio, mwpgThe Times bfi London Film Festival). Nel 2005 è il più grande festival cinematografico europeo.

Il mwqaTimes sponsorizza anche il mwqqCheltenham Festival of Literature.

Proprietari

• mwrgJohn Walter (1785–1803)
• John Walter II (1803–1847)
• John Walter III (1847–1894)
• Arthur Fraser Walter (1894–1908)
• mwtgLord Northcliffe (1908–1922)
• la mwuafamiglia Astor (1922–1966)
• Roy Thomson (1966–1981)
• mwvaNews International, controllata da mwvqRupert Murdoch (1981–oggi)

Direttori

• mwwqJohn Walter (1785–1803)
• John Walter II (1803–1809)
• John Stoddart (1809–1817)
• Thomas Barnes (1817–1841)cite-ref-8[8]
• John Delane (1841–1877)
• Thomas Chenery (1877–1884)
• George Earle Buckle (1884–1912)
• George Geoffrey Dawson (1912–1919)
• Henry Wickham Steed (1919–1922)
• George Geoffrey Dawson (1923–1941)
• Robert McGowan Barrington-Ward (1941–1948)
• William Casey (1948–1952)
• William Haley (1952–1966)
• William Rees-Mogg (1967–1981)
• Harold Evans (1981–1982)
• Charles Douglas-Home (1982–1985)
• Charles Wilson (1985–1990)
• Simon Jenkins (1990–1992)
• Peter Stothard (1992–2002)
• Robert Thomson (2002–2007)
• James Harding (2007–2012)
• John Witherow (2012–oggi)

Firme principali

• Rachel Campbell-Johnston
• Sam Coates
• Ben Hoyle
• Hugo Rifkind
• Anthony Browne
• Hugh McIlvanney
• Martin Samuel
• Simon Barnes
• Frances Gibb
• Benjamin Cohen, editorialista sull'e-business
• Adam Fresco
• Alan Coren
• Ruth Gledhill
• Giles Coren
• Andrew Pierce
• Robert Crampton
• Nigel Hawkes
• Michael Gove
• Philip Webster
• Tim Hames
• Stewart Tendler
• Anthony Howard
• Philip Howard
• Mick Hume
• Anatole Kaletsky
• Magnus Linklater
• Anthony Loyd, corrispondente di guerra
• Richard Morrison
• Kate Muir
• Matthew Parris
• Libby Purves
• William Rees-Mogg
• Peter Riddell
• Hugo Rifkind
• Nick Robinson
• Mary Ann Sieghart
• Janice Turner

Nella cultura di massa

• Nel romanzo mw9adistopico mw9q1984 di mw9gGeorge Orwell, un quotidiano di nome mw9wThe Times è il solo organo di stampa dello stato di Oceania, cui la Gran Bretagna fa parte. Il protagonista, Winston Smith, piccolo impiegato ministeriale, ha il compito di modificarne il materiale d'archivio in modo da uniformarlo alle direttive governative.
• In alcuni dei tanti film su mw-qSherlock Holmes viene attribuita al grande detective la frase, apocrifa, mw-g"Il Times è l'arma più fidata che esista!"cite-ref-9[9].
• Nello sketch dei mwaqaMonty Python, Ministry of silly walks, il personaggio principale interpretato da mwaqiJohn Cleese compra una copia del mwaqmThe Times prima di recarsi al ministero.
• Nel film Disney mwaqumwaqyLa spada nella roccia, nella scena dove Sir Pilade arriva al castello di Sir Ettore annunciando di avere grandi notizie da Londra, mwaqcMago Merlino commenta incuriosito dicendo di non poter aspettare di leggerle sul mwaqgTimes, dato che la prima edizione sarebbe uscita tra «dodici secoli».

Note

cite-note-11. Julia Cagé, mwaq8Salvare i media. Capitalismo, crowdfunding e democrazia, Bompiani, 2016, p. 41.
cite-note-22. Giovanni Benzoni, Salvatore Scaglione, mwarmFare giornalismo, Thema Editore, Bologna, 1993, pag. 100.
cite-note-33. Giovanni Benzoni, Salvatore Scaglione, mwarcop. cit..
cite-note-44. Adriano Bruttini, mwarsLa stampa inglese. Monopoli e fusioni (1890-1972), p. 80.
cite-note-55. Una mwar8sterlina britannica era divisa in venti scellini; uno scellino era composto da dodici pence (plurale di penny).
cite-note-66. mwasm(mwasqmwasuEN) mwasymwascBritish Newspapers , 1860-1900, su mwasggale.com. mwaskURL consultato il 28 novembre 2023.
cite-note-77. mwas0Mario Borsa, mwas4Il Giornalismo inglese, 1910. pagg. 28-29.
cite-note-88. Fu direttore fino alla morte.
cite-note-99. La frase, al pari della altrettanto e ancor più fortunata mwatu"Elementare, Watson!" non compariva nei romanzi di mwatySir Arthur Conan Doyle.

Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su The Times

Collegamenti esterni

• (EN) Sito ufficiale, su thetimes.com.
• citerefbritannica-com(EN) The Times, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citereflibrivox(EN) Audiolibri di The Times, su LibriVox.
• (EN) The Times, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
• mwat0(EN) mwat4Wapping: eredità della rivoluzione di Rupert, 15 gennaio 2006 - mwat8mwauaThe Observer - Tre punti di vista sulla disputa industriale di venti anni fa.